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ShinSeifer – Perché Appassiono la Gente.

Eccomi qui. Sono ShinSeifer, editore di questo blog.

È vero che ho già scritto il mio primo intervento su un videogioco, ma seguendo l’esempio del buon ShinRaIntern, ho voluto buttar giù un paio di righe di presentazione, su di me e sul mio ruolo qua.

Ebbene, cosa ci faccio qui? Quando il buon tirocinante della ShinRa mi disse che aveva in mente di pubblicare un blog dove riversare le nostre idee, impressioni e recensioni sulle nostre passioni, mi sono subito offerto volontario. Ho pensato che sarebbe stata l’occasione perfetta per parlare e far conoscere alla gente le mie passioni; perché, vedete, una delle mie più grandi soddisfazioni è riuscire ad “attaccare” le mie passioni alle persone – videogiochi, film, libri, quant’altro –, consigliare qualcosa a qualcuno e sentirmi dire “sai, avevi proprio ragione, quella cosa che mi avevi consigliato mi è piaciuta davvero”, e condividere così qualcosa in più con una persona.

Perché questo istinto? In parte l’ho sempre avuto. Ho iniziato a giocare ai videogiochi quando avevo 3-4 anni circa, prima ancora di leggere libri o guardare film o persino cartoni animati: i videogiochi sono stati la mia prima “passione” ben definibile. Mio padre aveva un Commodore 64 risalente a prima che nascessi, e spesso mi ci faceva giocare. Poco tempo dopo, mio nonno mi regalò l’allora nuovissimo Game Boy della Nintendo, il primissimo, grosso, grigio e a pile stilo. Passavo un sacco di tempo, anche più di quanto i miei avrebbero voluto, a giocare quelli che per me erano mondi stupendi, appassionanti e colorati. Parte della mia vita era al loro interno, si può dire, e fin da allora era triste non poter condividere questa sensazione con nessuno. Il più delle volte semplicemente mi dicevano che avrei dovuto passarci meno tempo.

Andò avanti così per molto tempo; dopo che, ahimè, il Commodore si ruppe definitivamente, i miei comprarono il primo PC (girava con MS-DOS e Windows 3.1; forse i più “anziani” di voi ricordano), e lì trovai altri mondi straordinari in cui perdermi, uno dei quali ho già descritto, con nostalgia e passione, nel mio articolo precedente. Questi mondi fantastici mi ispiravano tanto, che persino i miei giochi “dal vivo” (quelli nella mia cameretta, con pupazzi, macchinine e quant’altro) erano spesso ispirati ad essi. Ma ero sempre solo, in questa mia passione. L’unica cosa che potevo fare era rievocare le sensazioni che i videogiochi mi ispiravano, rigiocandoci in continuazione o appunto, inventando storie e avventure ispirati ad essi. Ed è una cosa che cerco di fare ancora oggi. Quando qualcosa mi entra dentro e mi lascia qualcosa, il mio primo istinto è rievocarlo in qualche modo: parlandone, scrivendone, discutendone: ecco uno dei motivi per cui scrivo qui sul 45th Floor.

Arrivò poi il giorno in cui non riuscii più a tenere dentro una delle mie passioni. Anche prima, le sporadiche volte che trovavo qualcuno che condivideva un mio interesse, ne ero esaltato, e tendevo a parlarne in continuazione, ma mai prima di quel periodo mi ero sentito male all’idea di NON riuscire a condividere con nessuno ciò che provavo; fu il periodo in cui per la prima volta capii che i videogiochi erano di più che un passatempo che poteva affascinarti per i suoi mondi e i suoi colori, ma che potevano essere una forma d’arte con una STORIA, dei dialoghi e degli eventi che ti fanno provare emozioni forti. Fu il periodo in cui conobbi Metal Gear Solid e, poco dopo, Final Fantasy VIII. Non mi dilungherò troppo su questa parte, perché vorrò ritornarci in seguito nel dettaglio, per chi sarà interessato.

Basti sapere che da quel momento la mia idea di videogioco cambiò radicalmente, e mai, prima o dopo di allora, un videogioco mi entrò dentro così tanto. Non riuscivo a smettere di pensare a FFVIII, anche quando non ci giocavo: a scuola, con gli amici, a casa, in piscina… Non mi sembrava vero che un videogioco potesse trasmettere tante emozioni, avere una trama, una STORIA così appassionante, che esulava così tanto dal semplice concetto di “gioco”. Per non parlare del fatto che per la prima volta mi accorsi dell’importanza delle musiche in un gioco; ma di questo parlerò in separata sede.

Le due opere che hanno cambiato per sempre la mia concezione di videogioco e, alla lunga, la mia vita

Insomma, ero praticamente ossessionato. Il fatto che, a causa dell’inesperienza, facessi così tanta fatica ad andare avanti non fece che accentuare l’ossessione. Mi bloccavo in continuazione ma VOLEVO a tutti i costi proseguire.

Il punto della questione è che ero a dir poco frustrato dal fatto che nessuno che conoscessi condividesse con me questa passione. Che nessuno CAPISSE. Già prima ero stato abbastanza fanatico di videogiochi, ma a quel punto ero veramente ossessionato e volevo a tutti i costi trovare qualcuno che capisse cosa provavo. In breve mi sentivo solo. Isolato.

Dapprima, provai a cercare gente appassionata come me, ma con scarsi risultati; allora come oggi, è difficile trovare ragazzini di 11 anni appassionati di Final Fantasy. Ed all’epoca ero troppo insicuro e timido per cercare semplicemente di diffonderlo tra i miei amici: mi avrebbero solo preso per fanatico (sì, lo ammetto, ero abbastanza sfigato all’epoca).

Finché non arrivò l’altra grande rivoluzione della mia vita di preadolescente: Internet. Iniziai ad usarlo per la prima volta nel 2002, a tredici anni; fedele alla mia bruciante passione, una delle primissime ricerche che feci fu “Final Fantasy”. E feci una scoperta bellissima.

Ero stupito… Esterrefatto, nello scoprire QUANTA altra gente era come me, provava le stesse cose che provavo io quando giocavo, quanta gente realizzava che non si parlava solo di un “gioco” ma di qualcosa di più. C’erano decine di fansites che sbandieravano la loro passione; ne fui commosso. Avevo per la prima volta trovato miei “simili”. Fu una realizzazione stupenda, e probabilmente mi ha segnato parecchio: mi resi conto allora di quanto fosse fantastico trovare qualcuno con cui condividere le tue emozioni per qualcosa, perché prova anche lui le stesse emozioni. E scoprii un’altra cosa importante: con queste persone riuscivo ad essere meno insicuro e timido, anche in altri ambiti a parte quello della nostra comune passione. Certo, all’epoca queste persone erano solo tizi lontani che abitavano chissà dove. Ma oggi, una piccola parte di quelle persone che conobbi in questo modo sono miei ottimi amici ed hanno rivestito un ruolo importantissimo nella mia vita.

Insomma, capii quanto per me fosse importante avere qualcuno con cui condividere le mie passioni. All’inizio tale passione era solo Final Fantasy, e non andavo in giro a diffonderlo ma piuttosto cercavo in giro gente già appassionata di suo con cui discutere, chiacchierare, in una sola parola, rievocare quelle emozioni.

Pian piano, comunque, da un lato superavo le mie insicurezze ed iniziavo a spaziare sempre di più sugli argomenti di discussione. Dall’altro, col tempo, la passione/ossessione per FF iniziava ad affievolirsi il tanto che bastava per far posto ad altre passioni ed interessi. Altri videogiochi, all’inizio. In seguito anche libri, film, telefilm, anime, manga, musica, eccetera. Oggi come oggi, la lista totale di tutte quelle che considero le mie passioni occuperebbe varie pagine. Metal Gear. Lost. Ico. Watchmen. E molto altro. Spero che avrò modo di trattare ognuna come si deve.

E gradualmente, molto gradualmente, feci la mia ultima grande scoperta: scoprii che, ancora di più che trovare un appassionato come te e discutere con lui o lei, rievocare esperienze e sensazioni, dava soddisfazione CREARSI da soli i propri appassionati; magari parlare con qualcuno, già appassionato a qualcosa, diciamo Final Fantasy e dirgli: “Ma senti, tu che sei tanto appassionato a FF ed ormai è un sacco che parliamo io e te, posso darti un consiglio? Gioca a Metal Gear Solid”. E magari ci giocava davvero, gli piaceva e tornava a dirmi: “avevi ragione, mi ci sono appassionato. Grazie”. Far appassionare una persona di propria mano per poter poi discutere con lui, di prima mano, delle sue emozioni, sensazioni, cosa ha provato o pensato… è ancora meglio che trovare persone già appassionate. Descrivendo il gioco/libro/film/ecc. allo stesso tempo lo rievochi, ma hai anche la soddisfazione di stare appassionando o come minimo incuriosendo un tuo nuovo potenziale “simile” che condivida la passione con te.

Col tempo ho capito che ero piuttosto bravo ad incuriosire le persone, anche quando apparentemente non sono interessate all’oggetto della questione; ed a capire, inoltre, cosa potenzialmente può piacere ad una persona e cosa no. È una cosa che mi dà abbastanza soddisfazione, tanto che mi piace pensare a me stesso come “L’Appassionatore”. A tale proposito può confermare proprio ShinRaIntern, il quale, modestia a parte, penso abbia scoperto un mucchio delle sue attuali passioni tramite me^^

E, tra parentesi, è per questa mia indole che conosco ShinRaIntern e il suo canale Youtube; come lui stesso ha spiegato nella sua introduzione, quale modo migliore per rievocare un videogioco che una registrazione completa fatta da qualcuno? Per questo sono da sempre un fan dei playthrough, ed io stesso ho tentato di farne uno. Quando ho scoperto un playthrougher italiano così prolifico, ho voluto assolutamente fare la sua conoscenza, scambiare idee, opinioni e, appunto, passioni.

Ed ecco, insomma, come mi sono trovato ad essere qui, al 45th Floor. Non sono un vero recensore; molto probabilmente non andrò mai a guardare/leggere/giocare a qualcosa solo per scriverne la recensione e farvi sapere il mio parere. Né, in linea di massima, scriverò recensioni negative. Sono qui per parlarvi di quello che mi piace. Del perché mi piace. E del perché penso possa piacere a voi o ad alcuni di voi. Vecchi videogiochi di quando ero piccolo, ma anche roba più recente e magari anche altri media. Scrivendone e parlandone potrò rievocare le emozioni che mi hanno lasciato e, con un po’ di fortuna, appassionare alcuni di voi che leggeranno. Non solo per soddisfazione personale, ma perché penso davvero che tali opere meritino di avere più fans di quanti ne abbiano.

Beh, immagino che la presentazione sia durata un po’ più di un paio di righe, ma spero non vi siate annoiati, e che ora sappiate su di me un po’ di più di quanto c’è da sapere.

A poi!

ShinSeifer

Benvenuti a The45th Floor

Ok, immagino che a questo punto sappiate senza dubbio quale sia il mio Final Fantasy preferito. Tengo a precisare che per quanto possa essere pericolosamente ossessionato da quel titolo, ho preferito innanzitutto mantenere un’impostazione simile al canale YouTube che ho aperto ormai più di due anni fa e che mi ha regalato molte soddisfazioni. Il quarantacinquesimo piano, titolo di questo neonato blog, si rifà alla sezione del palazzo ShinRa di Midgar adibito alla conservazione dei compromettenti archivi della multinazionale estrattrice di Mako, stando alle informazioni contenute in Before Crisis. Non essendo un particolare amante degli spin-off mi limito ad annuire evitando di confutare troppo l’informazione (xD).

Da tempo coltivavo l’idea di ritagliare un piccolo spazietto sul web per buttar giù qualche riga e impressione sulle opere che più mi hanno colpito e continuano tutt’ora ad appassionarmi. Trovo sia naturale voler parlare e offrire notorietà a quei prodotti particolari capaci di allargare le nostre menti, far correre la nostra immaginazione, aprirci maggiormente al mondo (iniziale delirio di onnipotenza, nda) o, semplicemente, contribuire a farci stare bene. Appassionare la gente, c’è chi lo sa meglio di me, è un lavoro difficile. Entrare nelle corde di chiunque è impossibile e probabilmente nemmeno c’è tutto questo bisogno; sarebbe già fantastico se questa pagina riuscisse a interessare un minimo numero di lettori, che si trasformi in un piccolissimo ricettacolo di pareri e consigli provenienti da ogni parte, non solo da chi si occupa della stesura degli articoli.

Spero che il quarantacinquesimo piano possa presto popolarsi di autori fidati e piacevoli lettori, sperando di avere tempo e dedizione necessari a portare avanti questo progetto ^_^