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L’Angolo del Passato – Paperi Ninja e Isole Tropicali

Ecco di nuovo qui ShinSeifer, ed anche oggi ha tirato fuori dai polverosi armadi un titolo caro alla sua infanzia^^ Spero ci sia qualcuno a cui queste piccole rievocazioni interessano… E che titolo è poi “L’Angolo del Passato”? era la prima cosa che mi è venuta in mente^^” forse dovrei cambiarlo? Mah, meglio passare direttamente al dunque, va’.

Se avete letto la mia introduzione, avrete già intuito che sto per parlarvi di un altro “platform” della metà degli anni ’90, probabilmente per PC: e infatti avete indovinato.

Se dal titolo non riuscite a cogliere di cosa sto parlando, e l’immagine che vi è saltata alla mente è questa:

cambiate subito idea. “Paperi Ninja e Isole Tropicali” è la premessa del videogioco più epico, spaccaculi, inaspettato e sensibilmente più cupo del normale prodotto dalla Disney Interactive:

Alternativamente noto come “Donald in: Maui Mallard”, narra la storia di un alter-ego storico di Donald Duck, l’eponimo Maui Mallard, un investigatore privato dalla camicia a fiori e armato di una cartonesca pistola a insetti, in visita in un’isola tropicale abitata da una misteriosa tribù di paperi pigmei, che si ritrova ad indagare sulla scomparsa di un sacro idolo… e strada facendo scopre di potersi trasformare in un Ninja con gli occhi bendati e armato di una letale asta!

Se non è questa un’ottima premessa…

Maui Mallard spicca tra i titoli della sempre prolifica Disney Interactive per essere uno dei pochi giochi totalmente originali, non basato su alcun film, cortometraggio, fumetto o serie animata: e la differenza si sente. Con carta bianca, gli sviluppatori hanno potuto sviluppare una serie di livelli variegati e interessanti, sia dal punto di vista visivo, sia dal punto di vista del gameplay.

Di base, Maui Mallard è un classico platform “lineare”, ovvero del tipo in cui l’unico obiettivo è raggiungere l’uscita del livello superando i vari ostacoli. È anche relativamente corto, con soli 8 livelli, ma qui giace parte della bellezza di questo gioco: al contrario di molti altri platform, invece di avere numerosi livelli simili tra loro, Maui Mallard ne propone un numero limitato, ma particolarmente lunghi, divisi in più “aree” e ognuno con una sua particolare modalità di gameplay che lo rende unico ed interessante.

Infatti, se da piccolo giochi come Jazz Jackrabbit mi affascinarono per la superba varietà visiva dei livelli, delle musiche e delle atmosfere, a scanso del gameplay fisso e ripetitivo, penso che Maui Mallard mi colpì da un punto di vista più “tecnico”, affascinandomi per il suo curato level design, la varietà di modi in cui poter proseguire nel gioco, la curiosità di come sarebbe stato il prossimo livello, non tanto visivamente, come in Jazz, ma praticamente.

Per fare degli esempi: l’intero primo livello facciamo la conoscenza di Maui Mallard col suo tipo di gameplay: salta, spara, raccoglie oggetti e “munizioni” (rappresentate da insetti), e può combinare vari tipi di munizioni per ottenere vari effetti; ma è solo nel secondo livello che otteniamo il potere di trasformare Maui nella sua versione Ninja, e scoprire le sue possibilità di gameplay totalmente diverse: al posto di sparare colpisce da vicino con la sua asta (che è più letale della pistola… ma del resto parliamo di un NINJA!), può appendersi e dondolarsi su appositi ganci per raggiungere piattaforme normalmente non accessibili, arrampicarsi su certi muri e ha anche la SUPERVELOCITA’. Per tutto il secondo livello, dalla cupa e affascinante atmosfera, saremo obbligati ad usare Maui-Ninja per proseguire, raccogliendo strada facendo monete particolari per prolungare la “trasformazione”, aprendo quindi le porte a tutto un nuovo Gameplay.

Nel terzo livello dovremo usare alternativamente Maui-Detective e Maui-Ninja a seconda della situazione; più avanti ancora un’intera sezione la passeremo appesi ad una corda stile bungee-jumping; e in un livello subacqueo addirittura dovremo sfruttare il rinculo dell’arma di Maui per spostarci velocemente; ed altro ancora.

Tutto ciò è condito da una discreta presenza di aree segrete, bonus, oggetti speciali (come le monete che permettono a Maui-Ninja di eseguire una combo più lunga di attacchi con l’asta, o più importanti, i sacchi d’oro che permettono alla fine del livello di ricevere la password per quello successivo, giacché non è presente un’opzione di salvataggio), e un boss diverso alla fine di ogni livello.

Tirando le somme, cos’è che mi piacque e mi piace tanto di questo gioco? Sebbene la varietà quantitativa dei livelli sia stata sacrificata in cambio della qualità dei rimanenti, la godibilità non ne perde. Su scala ridotta, il fattore “viaggio”, “esplorazione” di cui ho già parlato, rimane presente, poiché ogni livello è sempre molto diverso dal precedente, non solo visivamente ma a livello pratico anche. La caratterizzazione dei livelli è un altro punto di spicco, specialmente per un gioco Disney: quella che chiamo “atmosfera” del gioco è piuttosto cupa rispetto a quanto ci si potrebbe attendere. L’ambientazione è quasi sempre scura, ventosa, ostile, addirittura vagamente disturbante, per quanto sempre ben curata e mozzafiato, un elemento importantissimo nell’”atmosfera” globale di un gioco; uno dei livelli è ambientato nientedimeno che nell’oltretomba! Con paperi zombie e tutto il resto. Probabilmente il livello visivamente più affascinante è l’unico in cui l’ambientazione è solare e non cupa, con alti alberi, foreste e cascate. Ogni livello è preceduto da un’evocativa introduzione con le silhouette dei personaggi, con didascalie che spiegano cosa succede. E’ buffo pensare a come, da bambino, il fatto di non capire l’inglese rendesse questi stacchi più affascinanti. Forse stimolava l’immaginazione; dovevo supplire da solo a riempire gli eventi tra un livello e l’altro.

Una nota sulle versioni di Maui Mallard. Ne esistono tre: una per SEGA Genesis, una per PC, queste due identiche se non per una migliore resa audio-video nella versione Windows, ed infine una per SNES; quest’ultima rappresenta un sedicente “enhancement”, un upgrade dell’originale versione per SEGA, con sostanziali modifiche alla grafica, ai livelli, ed alla musica. Sinceramente trovo la versione SNES, tristemente più diffusa, un passo indietro: le modifiche alla grafica ed alla musica lo hanno reso molto più cartonesco e meno cupo dell’originale, rendendolo più anonimo.

Parlando di musica, una piccola curiosità: la colonna sonora originale, che sottolinea perfettamente ogni ambientazione, fu composta da un giovane Michael Giacchino, divenuto in seguito rinomato compositore per videogiochi e recentemente assurto a fama mondiale come unico compositore della colonna sonora del telefilm LOST; e tiene assolutamente fede alla sua fama anche in questa occasione (esempio della versione PC).

Non c’è molto altro da dire su questo gioco, fondamentalmente molto semplice ed immediato, e relativamente breve; è stato, nel periodo in cui ci giocavo (i primi anni delle scuole elementari), il mio videogame preferito insieme a Jazz Jackrabbit. Ricordo una settimana in cui per qualche ragione non ho potuto giocarci e mi tormentavo in continuazione^^ ero bloccato al secondo livello. Segnavo inoltre per sicurezza tutte le password dei livelli su un foglio che tenevo sempre accanto al PC… Probabilmente quel foglio esiste ancora da qualche parte. Purtroppo ho scoperto mio malgrado che la vecchia versione per PC, come molti giochi dell’epoca, è incompatibile con le attuali versioni di Windows, pertanto sono stato costretto a rigiocarci su un emulatore per SEGA Genesis (cosa che consiglio a tutti voi che vi siete incuriositi), trovandolo ancora estremamente valido per il suo design, le sue ramificazioni di gameplay, oltre che per l’ovvio valore nostalgico.

Sicuramente Maui Mallard entra nell’olimpo affollato di vecchi giochi che meritano di essere riscoperti. Spero di aver fatto la mia parte con questa recensione^^

A Poi!

ShinSeifer

216 Commenti a “L’Angolo del Passato – Paperi Ninja e Isole Tropicali”

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